Circa 20 milioni e 900 mila spettatori registrati ai concerti di musica pop, rock e leggera, 2 milioni e 700 mila per la musica classica e 800 mila per la musica jazz. Sono solo alcuni dati pubblicati da Siae riferiti all’anno 2022 che testimoniano il forte impatto che ha la musica nel nostro Paese.
Una fotografia riportata anche sulle pagine dell’Espresso di venerdì 12 luglio, all’interno dell’articolo “Musica dal vivo, un affare da 1,5 miliardi di euro”.
Per la stagione in corso, quella del 2023-2024, si prevede un incremento del 30% dei dati registrati rispetto all’anno 2022. Lo ha dichiarato il presidente di AssoConcerti Bruno Sconocchia: «I concerti live rappresentano un momento di socialità e di condivisione e, lo scorso anno, abbiamo superato il numero di spettacoli proposti e i relativi incassi del periodo pre pandemia. Per il 2023 prevediamo un incremento del 30 per cento».
«La spesa complessiva del 2022 si attestava intorno al miliardo e mezzo di euro. Solo la realtà milanese estiva offre una trentina di serate live sold out, spalmate nell’arco di un mese e mezzo, con oltre un milione e 500 mila spettatori. Rispetto al 2022, quando il prezzo medio di un biglietto era 32,26 euro, oggi si paga un po’ di più. L’aumento dei costi relativi ai trasporti, materiali, ospitalità si è fatto sentire» ha precisato il presidente Sconocchia sull’Espresso.
Nell’estate dei sold out di Taylor Swift a Milano e dei Coldplay a Roma, la musica pop si conferma capofila nei concerti live in Italia, ma crescono anche i concerti di musica Jazz.
E intanto si guarda già al 2025: attesi per il prossimo anno il concerto di Vasco Rossi e le due date di Bruce Springsteen.