Si è tenuto oggi 14 maggio presso il Ministero della Cultura, nella Sala Spadolini, il convegno “Al di là dei generi. Politiche e strategie di sostegno alla creatività musicale contemporanea”, promosso da I-Jazz e Agis, con la partecipazione di AssoConcerti, Assomusica e con il supporto del Ministero della Cultura.
“La musica è una: non esiste una musica colta e una popolare, una alta o una bassa”, ha sottolineato il Presidente di AssoConcerti, Bruno Sconocchia, durante il suo intervento “ La Musica, in tutte le sue forme, è l’espressione di un popolo, specchio dell’immaginario collettivo. La Musica non vive nei musei e nelle accademie, ma in mezzo alla gente, è qualcosa di vivente, e vive nel contemporaneo, parte integrante della vita di tutti noi.”.
Sconocchia ha ricordato che fin dal 2000 l’articolo 1 del disegno di legge n° 2619 sulla “Disciplina generale delle attività musicali” dichiarava che ‘la musica, quale mezzo di espressione artistica e di promozione culturale, costituisce, in tutti i suoi generi e manifestazioni, ivi compresa la musica popolare contemporanea, aspetto fondamentale della cultura nazionale ed è bene culturale di insostituibile valore sociale e formativo della persona umana” E lo stesso concetto era ripreso nella legge 175 del 2017, in cui all’unanimità il Parlamento ha delegato il Governo a riordinare le leggi sullo spettacolo emanando il cosiddetto Codice dello Spettacolo, prevedendo la “estensione delle misure di sostegno alle attività musicali popolari contemporanee quali componenti fondamentali del patrimonio culturale, artistico, sociale ed economico del Paese, nonché quali elementi di coesione sociale e di aggregazione e strumenti centrali per lo sviluppo dell’offerta turistico-culturale”.
E nel febbraio di quest’anno è accaduto qualcosa di storico: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale i partecipanti all’ultimo festival di Sanremo e in questa occasione ha sottolineato “come la musica leggera, la musica pop, facciano parte del patrimonio culturale italiano”
“Affermazioni che non possono che farci molto piacere ma che, purtroppo, sono finora rimaste disattese” ha aggiunto Sconocchia “A questo punto crediamo sia venuto il tempo perché la politica passi da un riconoscimento formale ad uno sostanziale”.
Sconocchia ha riconosciuto che un primo passo è stato effettuato con la Legge di Bilancio 2026, che ha istituito per la prima volta un fondo specifico per la musica popolare contemporanea.
“Ora attendiamo l’emanazione dei decreti attuativi” ha chiosato ancora Sconocchia, concludendo “Non chiediamo assistenzialismo, ma una politica industriale che possa supportare un settore importante per il Paese dal punto di vista culturale, sociale, economico. In questo senso lanciamo un appello alle Istituzioni, ed in primis al nuovo Sottosegretario con delega allo Spettacolo dal Vivo Dott. Giampiero Cannella, affinché si arrivi entro la scadenza prevista del 2026 alla definitiva approvazione del Codice dello Spettacolo su cui tutto il nostro settore ripone grande fiducia”.